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  1. Marittimi. La vertenza TTT Lines: i lavoratori bloccano le navi

    Dopo il il sit-in e il tavolo di questa mattina in prefettura a Napoli, in mancanza di risposte concrete i lavoratori hanno deciso il blocco delle navi. Solidali con i marittimi della TTT Lines i rappresentanti dell'associazione Marittimi per il futuro di Torre del Greco

  2. Marittimi: la vertenza New TTT Lines. Oggi presidio in Prefettura

    Chiedono a gran voce il mantenimento dei livelli occupazionali. Nuovo presidio questa mattina a Napoli dei marittimi della New TTT Lines all'esterno della Prefettura. Dopo il sit-in dei giorni scorsi fuori la sede della compagnia di navigazione, sono ora in attesa di essere ricevuti dal Prefetto per discutere con l'azienda e le parti sociali del futuro occupazionale. Presenti a Napoli anche i rappresentanti dell'associazione Marittimi per il Futuro di Torre del Greco che da tempo si battono a difesa dei lavoratori del mare. La rabbia nelle parole del consigliere Vincenzo Accardo che chiede al Gruppo Grimaldi garanzie per i lavoratori. Lo stesso gruppo che avrebbe dichiarato nei giorni scorsi l'assunzione di 500 marittimi italiani.

  3. Incubo licenziamenti: sit-in dei marittimi della New TTT Lines

    Protestano i lavoratori della New TTT Lines preoccupati per il loro futuro occupazionale. Questa mattina il presidio con cori e striscioni all’esterno dell’azienda a Napoli. Dopo 17 anni rischiano il posto di lavoro e chiedono garanzie per il loro futuro.
    Al fianco dei lavoratori anche i sindacati che hanno spiegato le ragioni della protesta.
    Solidali con i lavoratori i rappresentanti dell’associazione Marittimi per il futuro di Torre del Greco.

  4. Difesa del lavoro dei marittimi italiani, allarme baby gang, le manovre verso il voto. Oggi in edicola con TVCITY

    Un approfondimento sul tema della difesa del lavoro dei marittimi italiani. Ma anche ampio spazio alla politica con il lavoro di partiti e movimenti per siglare le alleanze. Oggi torna in edicola il settimanale TVCITY con cronaca, politica, cultura, sport e rubriche. In apertura del nuovo numero l’intervista all’armatore napoletano Vincenzo Onorato, finito nel mirino per una campagna pubblicitaria ritenuta da alcuni razzista. L’imprenditore ha rispedito le accuse al mittente parlando di “strumentalizzazioni”. “L’intento della nostra campagna è solo quello di difendere il lavoro dei marittimi italiani”, ha dichiarato a TVCITY. Intanto, a Torre del Greco è allarme baby gang dopo l’aggressione subita da tre ragazzi domenica sera nella zona dello stadio Liguori. La politica cittadina ha riservato diversi colpi di scena nelle ultime ore. Con le liste civiche che hanno lanciato la candidatura a sindaco di Giovanni Palomba e l’ex vicesindaco nonchè fedelissima dell’ex sindaco Ciro Borriello, Romina Stilo che ha presentato il programma elettorale. Con lei corrono cinque liste civiche, mentre si attendono ancora le mosse del Partito Democratico cittadino. Infine, focus sul territorio con il caso dei cavalcavia della litoranea, l’affondo dei 5 Stelle sulla depurazione, la pulizia dei sottopassi ad opera di volontari.

  5. "Il lavoro dei marittimi italiani va difeso": l'armatore Onorato risponde agli attacchi

    “Sono tutte strumentalizzazioni, l'intento della nostra campagna è solo quello di difendere il lavoro dei marittimi italiani”: poche parole, chiare ed inequivocabili, quelle dell'armatore napoletano Vincenzo Onorato per rispondere agli attacchi denigratori subiti sui social e sulla stampa per lo spot promosso dalle compagnie di navigazione Moby e Tirrenia che porta la firma della prestigiosa agenzia Armando Testa.
    "Il nostro personale? E' tutto italiano": è la scritta che compare con la foto di una dipendente accompagnata a fondo pagina da una spiegazione: ""Scegli solo chi naviga italiano. Navigare italiano non è uno slogan, è un impegno: significa avere 5.000 lavoratori italiani altamente qualificati, per offrirvi un servizio sempre impeccabile. Significa riconoscere il valore e la professionalità dei nostri connazionali e portare lavoro e fiducia nei nostri porti. Significa darvi solo il meglio per trasformare il vostro viaggio in una vacanza".
    “Il senso della nostra campagna non è certo quello di creare delle discriminazioni - spiega il presidente del gruppo Onorato Armatori - ma quello di difendere i marittimi italiani e salvarli dalla piaga della disoccupazione che affligge le nostre aree. Torre del Greco era una città che viveva di mare, oggi purtroppo muore di mare”. Il problema dell'occupazione dei marittimi italiani è infatti tristemente reale, soprattutto al Sud. “E' un problema enorme - prosegue - perchè il marittimo italiano rimasto a casa sbarcato non ha creato un posto di lavoro per un marittimo extracomunitario, bensì un posto di schiavitù. Gli extracomunitari imbarcati sulle navi italiane vengono pagati con un tozzo di pane, stiamo parlando di stipendi che vanno dai 400 agli 800 dollari al mese. Io uso una metafora per spiegare questa situazione: gli italiani disoccupati fanno la fame a casa, gli extracomunitari la fame la fanno a bordo”. La vera discriminazione è dunque quella che subiscono gli extracomunitari e invece Onorato è stato attaccato di razzismo e xenofobia. “Confitarma con il suo presidente ombra dice delle cose assolutamente inesatte - attacca - non bisogna parlare di un caso teorico, ma bisogna vedere quello che succede a bordo delle navi”. C'era una legge, la 30/98, che era nata per salvaguardare l'occupazione dei marittimi italiani, ma poi è stata malamente interpreta dalla Confitarma, i detrattori hanno la memoria corta. “La 30/98 - spiega Onorato - è stata completamente snaturata, era una legge partita bene, dava agli armatori tanti privilegi, la defiscalizzazione, sgravi Inps ed Irpef per i dipendenti, quindi grandissime agevolazioni, a fronte dell'impegno di occupare principalmente marittimi italiani, poi con il passare degli anni e soprattutto con l'infame l'accordo tra Confitarma e la triplice sindacale del 2003 quest'impegno è stato disatteso”. Di recente si era intravisto uno spiraglio con l'emendamento del senatore Roberto Cociancich che è stato poi bloccato dal ministro Del Rio. “Ha ricevuto parere negativo dal ministero dei Trasporti - sottolinea Onorato - è assurdo. Il Mit ha difeso gli interessi di una lobby potente e non quelli dei lavoratori”. Ma Onorato non si arrende: “E' una battaglia lunga che insieme vinceremo, Torre del Greco e il sud devono rinascere”.

  6. Meloni risponde all'invito dei marittimi: "Fratelli D'Italia sarà al vostro fianco"

    “Il nostro slogan è compra italiano, assumi italiano. Significa valorizzare i nostri prodotti, le nostre specificità, significa difendere le imprese italiane e i lavoratori italiani da un'aggressione fatta dalla concorrenza sleale”: lo dice in collegamento telefonico il leader di Fratelli d'Italia e candidato premier Giorgia Meloni, parlando ai marittimi nella sede dell'associazione Marittimi per il Futuro. Un cambio di location (l'evento originariamente era in programma lunedì pomeriggio al multisala Corallo) dovuto alle avverse condizioni meteo. “Sono molto dispiaciuta - ha esordito al telefono la Meloni - per non essere riuscita a venire a Torre del Greco a causa del maltempo per parlare della questione dei marittimi italiani. Ne ho preso visione da poco, non avevo contezza di questa realtà, ma mi sono appassionata. Lo dico al di là della campagna elettorale, penso che abbiate bussato alla porta giusta. Vogliamo costruire una politica e un governo che si occupino prima degli italiani e poi di tutti gli altri. Mi sento di sostenere a 360 gradi la vostra causa, sono una persona seria, mi sono documentata sulla vicenda prima di parlare con voi e di accettare il vostro invito. Ho le idee chiare su quello che dobbiamo fare. La discriminazione che state subendo è un fatto vergognoso. Io ho il coraggio di dirlo, non lo dice la sinistra, non lo dicono i cinque stelle. Come intervenire? La legge 30 del 98 va cancellata, va fatta una legge nuova che preveda agevolazioni fiscali solo per le compagnie di navigazione che imbarcano un numero significativo di personale italiano che per me equivale al 90%; le decontribuzioni Inps di cui godono le compagnie devono valere solo per i lavoratori italiani. Dico no - prosegue Meloni - alla concorrenza sleale del lavoro con extracomunitari sottopagati che mettono fuori mercato i marittimi italiani. Chi lavora su una nave italiana deve parlare la lingua italiana per garantire maggiore sicurezza e una migliore qualità del servizio. Gli stranieri devono prendere in Italia la stessa abilitazione richiesta ai marittimi italiani. E poi bisogna rivedere l’accordo tra Confitarma e sindacati, quest’ultimi prendono 190 euro per ogni marinaio imbarcato, indipendentemente dalla nazionalità. Se arriviamo al Governo, questo è il nostro progetto. Avete ragione da vendere”. "La Meloni come il Movimento 5 stelle ha risposto al nostro invito – ha sottolineato il capitano Ciro Esposito, abbiamo invitato tutti i candidati premier per affrontare e discutere delle problematiche del comparto marittimo, una piaga sociale del nostro territorio. Vogliamo dalla politica risposte chiare ed impegni concreti”. “Ringraziamo la Meloni per il suo intervento - ha chiuso il consigliere Vincenzo Accardo - Dopo il 4 marzo torneremo a Roma a far sentire la nostra voce. Renzi andrà a Torre Annunziata, ma non viene ad incontrare i marittimi, il ministro del Rio ha bloccato la legge Cociancich, è una vergogna”.

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